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Come rendere un'opera d'arte rivoluzionaria degli Anni Cinquanta attuale nel 21° secolo?
Questa è la domanda posta dalla Technical University di Eindhoven (TU/e).
E la risposta è stata... con i LED.
L'opera "Objet Mathématique" di Le Corbusier fu creata originariamente per la Fiera Mondiale di Bruxelles, Belgio, nel 1958.
Questa struttura geometrica tubolare, con le parole "Poème électronique" illuminate al centro, era un tratto distintivo del Padiglione Philips, una vetrina per le ultime innovazioni tecnologiche.
Attualmente l'opera Objet Mathématique, uno dei pochi oggetti rimasti del Padiglione del 1958, si trova nel campus della TU/e.
Tuttavia, la scarsa illuminazione, mezzo artistico spesso sottovalutato, provocava una riduzione dell'impatto visivo dell'opera sui passanti.
L'illuminazione a giorno convenzionale non era sufficiente,
pertanto si è reso necessario l'impiego di un sistema di illuminazione innovativo.
Nuova vita alla visione di Le Corbusier
Philips ha suggerito l'utilizzo di un sistema di illuminazione a LED che fosse in grado di cogliere la vera essenza dell'opera di Le Corbusier, per rivelare la magia in essa contenuta.
Le Corbusier aveva scelto colori forti e vibranti, ideali per l'illuminazione a LED.
Progettato da Markus Reisinger, designer luci per Philips, il sistema è dotato di 3 unità beamer montate su 2 edifici a 50 m dall'opera.
Ognuna di queste unità proietta un fascio di luce (rossa, gialla e blu) sul triangolo della scultura col colore corrispondente, con un'ottica eccezionale che di fatto garantisce l'assenza di dispersione luminosa.
I risultati hanno superato ogni aspettativa.
Di notte ora, l'Objet può "dialogare" con gli edifici circostanti, proprio come intendeva Le Corbusier.
Nelle giornate di nebbia, i fasci di luce sono un vero spettacolo.
E grazie al consumo energetico di soli 10 W, i responsabili della struttura universitaria sono lieti di possedere un'opera rispettosa dell'ambiente ed efficiente in termini di costi.
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